Il Golem della Verità

Nel XVI secolo, durante il regno di Rodolfo II, viveva a Praga un vecchio Rabbino ebreo di nome Judah Loew. A quel tempo, gli ebrei a Praga erano vittime di persecuzioni e aggressionii. Infatti un certo Taddeo, accecato dal fanatismo religioso avverso ai giudei, iniziò a diffondere calunnie in maniera tale che vengano allontanati.

Il Rabbino voleva proteggere gli ebrei dal massacro. Solo lui aveva la facoltà di parlare con il Signore e ricevere da Lui istruzioni sul come affrontare la situazione. "Come fare per combattere tanta malvagità contro gli Ebrei?", domandava a Dio. La risposta gli venne data in sogno: “Ata Bra Golem Dewuk Hachomer W’tigzar Zedim Chewel Torfe Jisrael” (“Crea un Golem di argilla e annienta la malvagia canaglia divoratrice di Ebrei”).

Così chiamò a sè altre due persone fidate, poiché il Golem necessita dei  4 Elementi per essere realizzato. Attribuì l'elemento del fuoco al suo genero, Jizchak ben Simon e l'elemento dell'acqua al suo discepolo, Jackob ben Chajim mentre a sè stesso attribuì l’aria. La terra, dalla quale sarebbe nato il Golem, completava la tetrade. Di notte si recanorono sulle rive del fiume Moldava e il Rabbino iniziò a dare disposizioni per la creazione del Golem: si  disposero ai piedi del blocco di argilla prescelto, eseguirono le operazioni indicate dal Rabbino, facendo dei giri in un senso preciso e recitando formule magiche specifiche contenute nel Libro della Creazione. Gli scrisse la parola "emet" (verità) sulla fronte.

Nessuno sapeva del rituale, infatti disse a tutti di aver trovato uno straniero per strada e di averlo assunto come servitore. Il Golem avrebbe obbedito ad ogni ordine del Rabbino e avrebbe aiutato e protetto la popolazione del Ghetto ebraico. Lo chiamò Josef.

Col tempo il Golem si fece sempre più grande ma anche sempre più violento cominciando ad uccidere e a spargere il terrore. Così i nemici degli ebrei proposero al Rabbino di cessare le persecuzione se lui avesse distrutto il Golem. Il Rabbino acconsenti.

Eliminando la prima lettera dalla parola "emet", facendola così diventare "met" (morte), venne tolta la vita al Golem.

La leggenda vuole che il corpo senza vita del gigante sia conservato nella soffitta della Sinagoga Vecchia-Nuova. Da allora c'è il divieto di accesso a quella parte della Sinagoga.

Ovviamente ci sono più versioni della storia e viene raccontata in diverse varianti. Tuttavia è curioso come una parola tanto bella come"emet", verità, possa diventare così facilmente "met", morte.

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