Antisemitismo nella storia

La parola “antisemitismo” venne usata per la prima volta dal nazionalista Wilhlem Marr nel 1879 nello scritto “La strada verso la vittoria del Germanismo sul Giudaismo”.Questo termine, nonostante sembri riferirsi all’odio per tutti i popoli di ceppo semita, riguarda esclusivamente la discriminazione per gli ebrei.

Sono avvenute persecuzioni anche nella Spagna del XV secolo, dove i cristiani provenienti dal giudaismo erano visti con sospetto: le persecuzioni contro i marranos, gli ebrei che si convertivano solo esteriormente al Cristianesimo, erano originate da motivi religiosi poiché i cristiani si sentivano traditi e ingannati dal fenomeno delle false conversioni volte ad ottenere vantaggi di ordine politico-economico. Tali vantaggi venivano revocati nel momento in cui si scopriva il comportamento giudaizzante del falso convertito

Più recentemente, si attribuisce agli ebrei la preparazione della Rivoluzione Russa. Infatti Karl Marx o Lenin, per esempio erano di origine ebraica.

Olocausto è una parola derivante dal greco olokaustos, "bruciato interamente". Dalla seconda metà del XX secolo "Olocausto" è divenuto per antonomasia il termine con il quale ci si riferisce al genocidio compiuto dal Terzo Reich e dai suoi alleati a danno degli ebrei (circa sei milioni di vittime).Le eliminazioni di massa venivano condotte in modo sistematico: venivano fatte liste dettagliate di vittime presenti, future e potenziali, così come sono state trovate le meticolose registrazioni delle esecuzioni. Oltre a ciò, uno sforzo considerevole fu speso durante il corso dell'olocausto per trovare metodi sempre più efficienti per uccidere persone in massa, ad esempio passando dall'avvelenamento con monossido di carbonio; camere a gas che utilizzavano monossido di carbonio per gli omicidi di massa venivano usati nel campo di sterminio di Chelmno. In aggiunta alle esecuzioni di massa, i nazisti condussero molti esperimenti medici sui prigionieri, bambini compresi. Uno dei nazisti più noti, il Dottor Josef Mengele, era conosciuto per i suoi esperimenti come "l'angelo della morte" tra gli internati di Auschwitz. Tra i campi di sterminio più importanti si ricordano, appunto, Auschwitz, Bełzec, Sobibór e Treblinka.La portata di quello che accadde nelle zone controllate dai nazisti non si conobbe esattamente fino a dopo la fine della guerra. Numerose voci e testimonianze di rifugiati diedero comunque qualche informazione sul fatto che gli ebrei venivano uccisi in grande numero. Quindi l'affermazione che tali eventi fossero sconosciuti non è corretta poichè alcune notizie filtravano.

In Italia,seppur anticipato da alcune sporadiche dichiarazioni di esponenti del regime, l'antisemitismo incomincia ufficialmente il 14 luglio del 1938 con la pubblicazione del Manifesto della razza ed è preceduto dalla venuta di Hitler in Italia, dal 3 al 9 maggio. Due mesi dopo la visita in Italia del Fuhrer, viene pubblicato il Manifesto redatto quasi tutto da Mussolini, ma sottoscritto da un gruppo di scienziati.

Il fenomeno dell’antisemitismo, nonostante sembri lontano, è ancora presente in tutto il mondo: per esempio, secondo una ricerca condotta dal CDEC (Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano) il 56% degli italiani può essere considerato relativamente estraneo ai pregiudizi contro gli ebrei. Tra costoro, il 12% (in misura più che proporzionale laureati, con pochi preconcetti anche rispetto ad altre minoranze, non collocati politicamente e con un giudizio sostanzialmente benevolo nei confronti di Israele) respinge tutti gli stereotipi con forza. Il 43% (per lo più con una conoscenza scarsa degli ebrei e pertanto restii ad esprimere un giudizio su questioni di cui hanno poca cognizione) non prende alcuna posizione. Il restante 44% della popolazione mostra invece qualche pregiudizio o atteggiamento ostile agli ebrei.

Per evitare che un evento catastrofico di una tale portata si possa ripetere in futuro, è necessario che l’uomo apra la mente, abbandonando i pregiudizi e meditando senza dimenticare gli errori del passato. Non limitiamoci a ricordare nel Giorno della Memoria (27 Gennaio), ma cerchiamo di ricordare sempre il passato.

Vedi anche:

 

Il Genocidio Armeno

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