I 50 Tiranni più potenti della storia

Nel corso della storia, molti uomini e molte donne hanno preso in mano il governo dei Paesi di tutto il mondo. C’è chi si è distinto per le sue capacità amministrative e per la sua correttezza e chi, al contrario, è ricordato da tutti per la sua crudeltà e brutalità. Il professor Clive Foss, nel suo libro “Tiranni”, descrive la vita di cinquanta tra i più brutali despoti della storia. Qui troverete una breve descrizione (tratta dal libro stesso) di ognuno di loro.

1) Serse

Le informazioni sui tiranni babilonesi, assiri e di tutta l’Asia Minore sono esigue, insufficienti perfino per un breve abbozzo biografico. I veri personaggi emergono solo con gli Achemenidi, la dinastia che regnò sull’Impero persiano: conosciamo la loro carriera in dettaglio. I fondatori di questo impero, Ciro e Dario, erano moderati e ragionevoli: certo, esercitavano il potere, ma non dispoticamente. Il successore di Dario, Serse, svetta però per il vivido ritratto che ne fece Erodoto, sommo storico greco, il quale scriveva comunque dal punto di vista dei vincitori. Dalle sue storie, Serse appare come un mostro sacrilego, ma la potenza della nazione sconfitta dai Greci viene senza dubbio esagerata. Altre fonti integrano e corroborano quest’interpretazione del capo persiano.

2) Dionigi di Siracusa

L’antica Grecia, celebre per la democrazia, ha dato al mondo i primi tiranni.. Tra le zone di cultura greca, svetta anche la Sicilia, assai nota per i suoi regimi tirannici. I re locali praticavano abitualmente azioni violente sulla popolazione e tra di loro. Il più famoso è Dionigi di Siracusa, di umili origini, che destituì la democrazia e Grecia. Siccome pensava in grande, cioè a livello di nazione piuttosto che di città-stato, egli agiva da monarca e possiamo considerarlo il precursore di Alessandro Magno.

3) Qin Shi Huang

Qin Shi Huang (“Primo Imperatore”), unificò la Cina, gettando le basi di quella che sarebbe diventata una grande e stabile nazione. Egli fondò la dinastia Qin (si pronuncia “Cin”), che ebbe breve durata ma diede nome al paese. A suo vanno inoltre ascritti un’amministrazione efficiente e centralizzata, la creazione di un sistema di strade e canali di irrigazione per ridurre le distanze all’interno del regno, e la costruzione di estese muraglie difensive. Sennonché, il suo dominio fu estremamente brutale. Le conseguenze del conflitto tra lo Stato di Qin e quello di Zhou portarono suo padre a essere tradotto come ostaggio nella capitale nemica, ove lui nacque. Il padre  riuscì a fuggire e a diventare re di Qin. Nel 247 a.C., quando questi morì, il dodicenne Zheng ascese al trono e governò da reggente fino al 238 a.C., dopodiché assunse pieni poteri. Lo Stato di Qin era il meglio organizzato dell’intera Cina, specie grazie a uno sviluppato sistema burocratico, la cui centralizzazione riduceva l’influsso della nobiltà.

4) Caio Giulio Cesare

Giulio Cesare, aristocratico roso da un’ambizione illimitata, fu abile generale e politico, si procurò gloria e ricchezze conquistando la Gallia e giunse all’apice del potere dopo una guerra civile. Cancellò la Repubblica Romana e sembra che mirasse a restaurare la monarchia, ma lo assassinarono prima che completasse l’opera. Il calendario giuliano, da lui introdotto, è tutt’ora in uso nella maggior parte del mondo.

5) Erode

Viene da tutti ricordato per la Strage degli Innocenti, ma fece uccidere anche la moglie, tre figli e numerosissimi nemici, eppure, egli seppe reggere le sorti di un regno turbolento, stabilizzandolo, facendo erigere fortezze, palazzi e intere città, cosa che lo rese uno dei maggiori edificatori della sua epoca. Visse all’ombra dei Romani, i dominatori che lo misero al potere e lo mantennero in tale posizione.

6) Caligola

Quasi tutto di quel che sappiamo di Caligola proviene da fonti a lui ostili, che lo dipingono come un pazzo sanguinario. Pur tenendo conto di una certa dose di esagerazione, non ci sono dubbi che egli non esitasse a far uccidere gente del popolo, le èlite di governo e perfino i suoi familiari. Il suo dominio imperiale finì col suo assassinio.

7) Nerone

Nerone salì al potere quando sua madre uccise il marito, che era l’imperatore romano. Una volta messe le mani sull’impero, egli diede libero sfogo alle sue tendenze più crudeli e dissolute. Nessuno poteva considerarsi al sicuro, soprattutto chi non ammetteva la sua abilità come attore e musicista. Le sue stravaganze portarono l’impero alla bancarotta, fomentando le rivolte che alla fine condussero alla sua deposizione. Egli era un estimatore della cultura greca e tra le sue imprese va segnalata la ricostruzione di Roma dopo un terribile incendio.

8) Commodo

La storia registra poche cose buone attribuibili a Commodo, il cui periodo imperiale segna l’inizio del declino e della caduta di Roma. Non solo fecce sopprimere i suoi nemici, veri o immaginari, cosa che lo accomuna a tanti altri imperatori, ma svilì la carica suprema scendendo nelle arene come gladiatore e diventando talmente fissato da identificarsi dio Ercole.

9) Giustiniano

Giustiniano fu l’ultimo grande imperatore romano. Riunì il  mondo mediterraneo, promulgò un codice di leggi che è rimasto in vigore per un millennio e protesse le arti, finanziando in modo particolare splendide opere architettoniche. Allo stesso tempo, era un rivoluzionario, desideroso di trasformare la società e intollerante nei confronti di qualsiasi deviazione. Teodora, la sua potentissima moglie, ne attenuava le misure più estremistiche, ma favorì anche una politica degenere, volta a schiacciare chiunque ostacolasse la coppia imperiale.

10) Wu Zetian

La monarchia resse le sorti della Cina per duemila anni ma solo una fu la regnante di sesso femminile. Wu Zetian è passata alla storia come un’assassina sessualmente depravata, che uccideva figli e parenti, non arrestandosi davanti a nulla pur di accumulare potere. Questo ritratto tradisce però il disprezzo confuciano per le donne che interferiscono col governo degli uomini, per cui dobbiamo dedurre una deliberata intenzione di diffamare il nome. Per quanto possa essere stata feroce e spietata, Wu riuscì a gestire un regime che consolidò l’Impero cinese.

11) al-Hakim

Il califfo egiziano al-Hakim è probabilmente l’unico tiranno che fu adorato come divinità. Egli ereditò una nazione potente, di cui resse le sorti malgrado stranezze sempre più eccessive. Uccise il suo precettore e quasi tutti quelli che entrarono in stretto contatto con lui. Perseguitò i cristiani e i musulmani sunniti, imponendo regolamenti stravaganti alla popolazione. La distruzione del santuario di Gerusalemme, da lui ordinata, contribuì a far scoppiare le crociate. Permise che lo proclamassero e adorassero come un dio. Scomparve misteriosamente, inducendo i seguaci a credere del suo miracoloso ritorno alla fine dei giorni.

12) John d'Inghilterra

Dopo essersi comportato pessimamente da principe, e ancor peggio come sovrano, John riuscì a perdere i possedimenti inglesi in Francia, si fece coinvolgere in una disastrosa disputa con il Papa e si inimicò quasi tutti i suoi sudditi. Alla fine, i baroni gli si ribellarono e lo costrinsero a firmare la Magna Charta, uno statuto che nessun monarca aveva mai concesso in precedenza e che si rivela ancora un documento fondamentale per la difesa dei diritti umani.

13) Gengis Khan

Questo tiranno è famigerato per le sue conquiste spietate e sanguinarie al di fuori del suo paese, la Mongolia, mentre è ritenuto un eroe dai connazionali. In effetti, gli si devono riconoscere ottime capacità organizzative: spetta a lui infatti l’armonizzazione di un  coacervo di tribù mongole, reciprocamente ostili, poi capaci di ampliare  i loro possedimenti in un impero di potenza inaudita. Gengis Khan favorì l’istruzione e fondò dinastie che dominarono l’Asia, l’Europa Orientale e il Medioriente per vari secoli dopo il suo decesso. Sebbene abbia massacrato schiere di nemici, egli portò la pace nelle terre conquistate e procurò nuove ricchezze al suo paese.

14) Muhammad bin-Tughluq

Nel 1206, i Turchi provenienti dall’Afghanistan fondarono il sultanato di Delhi, che avrebbe dominato l’intero subcontinente per i successivi trecento anni. I sultani raggiunsero l’apice del loro potere con il regno di Muhammad bin-Tughluq, le cui mire gli permisero di estendere il controllo su tutta l’India. Ciò dipendeva da un’ambizione incontrollabile, spesso irrazionale, che finì per impoverire il paese, provocando una serie di sanguinose rivolte. Tughluq era noto per la sua strana erudizione, che non gli impediva di essere al contempo crudele e compassionevole.

15) Tamerlano

Tamerlano, l’edificatore dell’ultimo impero nelle steppe dell’Asia centrale, sembra il degno erede di Attila, condottiero degli Unni, o di Gengis Khan. Ammucchiava i crani dei nemici sconfitti per costruire piramidi mostruose e incuteva terrore ovunque si recasse. Eppure, patrocinava la cultura e fondò un impero che procurava benefici immensi al suo paese. La sua capitale, Samarcanda, era una delle città più grandi e sofisticate del mondo islamico. La sua tirannia causò quindi più atrocità all’estero che in patria.

16) Vlad "l'Impalatore"

Se non fosse stato uno dei più mostruosi sadici della storia, Vlad III si sarebbe meritato solo una nota a piè pagina come secondario principe balcanico che riuscì a respingere l’invasione dei Turchi Ottomani. Avrebbe potuto essere ricordato per l’affossamento della nobiltà locale e il reclutamento di una nuova classe dominante tra la gente comune. Invece le sue attività gli fecero guadagnare l’epiteto di “Impalatore”, benché uno dei suoi appellativi lo mettesse in relazione di stretta affinità con la leggenda vampiresca del conte Dracula. Una volta preso il potere, egli commise atrocità inenarrabili ai danni del suo popolo e dei popoli attigui.

17) Cesare Borgia

I principi del Rinascimento italiano si avvalevano solitamente di intrighi, tradimenti e sicari per realizzare i loro scopi. I più famigerati furono i Borgia, il cui dominio dispotico sulla Chiesa e sullo Stato Vaticano era temuto ovunque in Italia, e non solo. Il caporione era il papa stesso, Alessandro VI, individuo avido e lussurioso. Sua figlia Lucrezia si guadagnò la fama (immeritata) di incestuosa e avvelenatrice, mentre il fratello Cesare, forte del suo sangue freddo, non si fermava davanti a nulla per accrescere il suo potere. Insieme, essi terrorizzarono Roma e ne allargarono i possedimenti. La loro impresa crollò quando morì il pontefice, probabilmente avvelenato.

18) Selim il Crudele

“Crudele” è la traduzione del turco yavuz, che significa duro, inflessibile, aggettivazione adatta al tiranno che sconfisse gli stati più potenti della sua epoca e trucidò i nemici, in patria all’estero. Iniziò dalla sua famiglia, poi massacro migliaia di eretici e ingaggiò battaglie così aggressive da raddoppiare l’estensione dell’Impero ottomano. Integrò nel suo regno le ricchezze egiziane, nonché le sante sedi di la Mecca e di Medina. Proseguendo la sua opera, il figlio Solimano il Magnifico portò l’impero all’apice della gloria.

19) Ivan il Terribile

Iosif Stalin era un grande ammiratore di Ivan il Terribile. Entrambi riuscirono a godere di un potere assoluto, trucidarono i loro nemici e istituirono un’importante polizia segreta che terrorizzava la popolazione. Essi riorganizzarono però anche il governo, estesero il loro dominio su territori sempre più vasti, gettando le fondamenta della potenza russa. Ivan era un modernizzatore convinto: trasformò Mosca da uno stato feudale, in cui dominava l’aristocrazia terriera, a uno in cui il controllo zarista era supremo. Il suo pseudonimo era dovuto ad un periodo di terrore che non ebbe paragoni e lasciò un regno demoralizzato e virtualmente spopolato.

20) Maria la Sanguinaria

La devozione religiosa indusse la regina Maria, prima donna a regnare sull’Inghilterra per suo conto, a commettere le atrocità che hanno macchiato la sua reputazione, cancellando la memoria dei suoi tanti atti di clemenza e generosità. Aveva iniziato come principessa ed erede al trono, ma cadde in disgrazia e vide la sua amatissima Chiesa cattolica smantellata sotto i colpi del padre e del fratello. Quando divenne regina, tentò in ogni modo di ripristinare il culto cattolico, ma i suoi metodi maldestri la votarono al fallimento.

21) Oliver Cromwell

Cromwell, l’unico dittatore che l’Inghilterra abbia mai avuto, era ispirato da una profonda fede religiosa. Egli auspicava un governo costituzionale ma, quando le discussioni cedettero il posto alla guerra, radunò una truppa di cavalieri e dimostrò abilità da condottiero, infondendo un impegno straordinario. In qualità di Lord protettore istituì un regime di dispotismo e e arbitrarietà tali che il paese non aveva mai conosciuto. Conquistò la Scozia e sottomise l’Irlanda, sferrando campagne sanguinose che hanno creato un odio tuttora inestinguibile. Il suo regime durò poco ma, grazie a lui, la Gran Bretagna ha un governo costituzionale.

22) Maximilien de Robespierre

I tiranni sono perlopiù associati all’idea del male, ma Robespierre tentò per tutta la vita di fare del bene. Egli è stato l’instancabile campione della “virtù” che rappresentava la volontà popolare e giustificava l’abbattimento di chiunque fosse in disaccordo con lui o gli si opponesse. Aveva partecipato a ogni fase della rivoluzione francese, poi presiedette il Regno del Terrore, allorché migliaia di vite innocenti furono eliminate sistematicamente con la ghigliottina nel primo sterminio politico di massa dell’era moderna.

23) Napoleone

Napoleone Bonaparte divenne imperatore col nome di Napoleone I e pose sotto il suo controllo gran parte dell’Europa con turbinose campagne militari. Sfruttò senza pietà le terre conquistate e, in patria, istituì uno stato poliziesco. Garantì glorie e ricchezze alla Francia, ma le sue grandiose ambizioni dovettero soccombere di fronte alle altre potenze continentali. Il suo impero crollò, eppure sopravvivono le sue leggi e le sue riforme amministrative.

24) Josè Rodriguez Francia

 Josè Gaspar Rodríguez Francia, dittatore del Paraguay, era un grande ammiratore della rivoluzione francese. Garantì l’uguaglianza ai cittadini del suo paese eliminando l’elite dominante, ma cancello la libertà perché ogni aspetto della vita era sotto il suo controllo personale. Era determinato ad impedire l’influenza corruttrice delle idee straniere, sicché escluse la sua nazione dal resto del mondo. Tuttavia, il suo regime onesto ed efficiente procurò una certa ricchezza e una stabilità interna che andarono a vantaggio del popolino.

25) Chaka Zulu

Chaka, un emarginato della sua tribù, gli Zulù dell’Africa meridionale, si servì del suo talento militare per ergersi a capo di un potente esercito, capace di dominare la grande nazione da lui creata e di incutere paura anche ai popoli oltre confine. Controllava le forze armate grazie a una rigida disciplina e i suoi sudditi con il terrore, compattandoli in un modo che, prima di lui, era ignoto. Le basi da lui gettate diedero al suo popolo la possibilità di prevalere per altri cinquanta anni dopo la sua morte, finché esso non dovette cedere alla superiore tecnologia degli  invasori europei.

26) Mutesa I di Buganda

Mukaabya, meglio noto come Mutesa, in Buganda (Uganda meridionale), è stato il sovrano più potente e raffinato dell’Africa centrale nel periodo in cui la società tradizionale doveva confrontarsi con il resto del mondo. Governava uno stato organizzato in  senso gerarchico che funzionava da secoli ma, quando nei suoi territori arrivarono arabi ed inglesi, si accorse che era necessario un cambiamento. Per mantenere la sua autonomia e accrescere il potere si barcamenò tra partiti e religioni. Il suo tentativo ebbe successo nonostante un comportamento sempre più bizzarro, accompagnato da quella che gli stranieri definivano una crudeltà senza pari.

27) Francisco Solano Lopez

Oggi Lopez sarebbe del tutto dimenticato se non fosse riuscito a distruggere quasi completamente il suo paese. Fu presidente del Paraguay, una piccola nazione schiacciata tra Brasile e Argentina, che erano enormemente ricchi. Egli dichiarò simultaneamente guerra ai temibile vicini e così facendo causò la morte di gran parte dei suoi sudditi, più di quanto abbia mai fatto qualunque tiranno della storia. Eppure, nonostante la sua ferocia ed efferatezza, i paraguayani lo sostennero fino in fondo.

28) Leopoldo II di Belgio

Da sovrano costituzionale del Belgio, Leopoldo II non aveva alcuna possibilità di diventare un tiranno. Non vantava neppure un’incoronazione, si doveva accontentare della cerimonia di inaugurazione, quando giurava di obbedire davanti all’assemblea parlamentare. Eppure, le sue ambizioni erano tremende, voleva il suo paese alla pari con le altre potenze europee e per realizzare tale sogno riteneva essenziale che esso si dotasse di colonie. Con mezzi astuti riuscì ad occupare ampie porzioni d’Africa, più o meno l’attuale Congo, che divenne una sua proprietà personale. Qui mise in pratica la sua brama di profitti sfruttando gli indigeni più ferocemente di chiunque altro. I suoi eccessi furono così riprovati che lo stesso Belgio dovette assumere il controllo della colonia, fondando l’impero tanto desiderato dal re, ma diffamandone la memoria.

29) Abdulhamid II

Abdulhamid era a capo dell’Impero Ottomano che, nei secoli precedenti, aveva terrorizzato il mondo occidentale; lui però non volle inimicarsi gli europei. Avendo nemici all’estero e dovendo fronteggiare le richieste di riforma in patria, usò ogni mezzo pur di mantenere il potere. Quando si diede allo sterminio, il sangue degli armeni gli fece guadagnare l’epiteto di sultano rosso. Nonostante fosse odiato in Europa e detestato dai suoi stessi sudditi di religione cristiana, la sua astuta fedeltà all’islamismo gli permise di godere delle simpatie della popolazione musulmana per più di trent’anni. Così, conservò l’impero mettendo i suoi nemici uno contro l’altro, finché non dovette soccombere alla ribellione degli ufficiali dell’esercito, che sfruttarono l’istruzione da lui stesso propugnata con ardore. Malgrado il suo controllo assoluto su milioni di individui, egli visse in uno stato di continua paura.

30) Vladimir Lenin

Lenin è stato probabilmente il capo più influente del XX secolo. A lui dobbiamo il perfezionamento e la diffusione di una dottrina politica che ha dominato su mezzo mondo e minacciato l’altra metà. Teorico e uomo di stato, egli seppe prendere e mantenere il potere, convincendo tanta gente che la schiavitù era libertà. Lo stato totalitario da lui creato è durato per più di settant’anni.

31) Benito Mussolini

Mussolini era di umili origini, fece carriera nel giornalismo e divenne un  politico molto persuasivo. Fondò il partito fascista, le cui violenze intimidirono il governo italiano e lo indussero a nominarlo primo ministro. Trasformò l’Italia in una dittatura guidata dal partito unico. La sua specialità era la propaganda, per lo quale si ispirava all’antico Impero Romano. Egli era convinto di avere sempre ragione e che l’Italia potesse essere una potenza militare. Scialacquò le risorse nazionale per la costruzione di un impero inutile, poi seguì ciecamente le mire belliche di Hitler, andando incontro al disastro. Dopo la rimozione della carica di duce, fu messo a capo di un regime fantoccio nell’Italia settentrionale occupata dai tedeschi.

32) Iosif Stalin

Iosif Stalin è stato forse il dittatore di maggior successo nella storia. Riuscì a controllare un paese enorme come la Russia, tanto da poterne uccidere con impunità milioni di cittadini. Fu lui a rendere l’Unione Sovietica una delle più grandi potenze mondiali. Vinse guerre, impose il regime comunista nell’Europa orientale e favorì il trionfo cominista anche in Cina. Dopo un lungo periodo di dittatura, morì nel suo letto.

33) Rafael Trujillo

Rafael Leonidas Trujillo y Molina ha retto le sorti della Repubblica Dominicana, un paese insignificante da lui trasformato in potenza regionale, grazie ad una rigida dittatura. Insediato dagli Stati Uniti, ha governato per trent’anni finché i sostenitori americani non decisero di farlo assassinare. La sua caratteristica era il consolidamento del potere personale mediante l’appropriazione delle risorse del paese, il che gli permise di diventare uno degli uomini più ricchi al mondo.

34) Adolf Hitler

Hitler è stato forse il tiranno più esecrato della storia. Il suo nome viene accomunato per sinonimia al male. Muovendo da origini oscure e fallimenti personali, egli trovò ispirazione nell’esercito tedesco ed entrò in politica dopo la prima guerra mondiale. Il suo Partito nazista diventò il più forte in Germania e favorì la sua nomina a Cancelliere tedesco nel 1933. Nel giro di un anno, egli trasformò il governo in un regime dittatoriale. Sostenne l’economia instaurando al contempo uno stato poliziesco basato sul terrore. Scatenò la seconda guerra mondiale e la sua tattica aggressiva gli portò vittorie spettacolari, finché non si scontrò con Stati Uniti e Unione Sovietica. Durante il conflitto, fece sterminare sei milioni di ebrei e altre minoranze. Mentre la nazione tedesca crollava, decise di suicidarsi.

35) Francisco Franco

Francisco Franco nacque nel 1892 da genitori cattolici tradizionalisti, crescendo in un periodo di delusioni nazionali che fecero seguito al disastro della guerra ispano-americana. Dopo aver studiato all’Accademia militare, egli venne destinato al sevizio nell’esercito dislocato nel Marocco spagnolo, assistette ai combattimenti in sito e dimostrò ottime doti di guida nella Legione Straniera. La sua carriera ebbe un rapido sviluppo mentre la crisi raggiungeva l’apice con la cacciata di re Alfonso XIII (1930) e l’instaurazione della repubblica un anno dopo.

36) Kim Il Sung

Nessun tiranno moderno ha governato tanto a lungo quanto Kim il Sung. Per quasi mezzo secolo egli è stato l’unico uomo a dominare il suo paese. Nel 1950 la sua decisione di invadere la Corea del Sud lo portò sull’orlo del disastro, ma gli alleati comunisti lo salvarono, eliminando i suoi nemici interni con purghe sanguinose ha trasformato la Corea del Nord in uno dei paesi più industrializzati e irreggimentati del mondo. Il culto della personalità che lo riguardava raggiunse vette mai viste altrove. L’economia del suo paese è crollata con la fine dell’Unione Sovietica; tuttavia, egli è deceduto prima di poter assistere alla fame che patiscono i suo connazionali.

37) Juan Peròn

Juan Peròn era un tiranno che non massacrò i suoi nemici. Giunse al potere grazie all’esercito, poi fu liberamente eletto presidente dell’Argentina. Trasformò la repubblica in dittatura e, insieme alla moglie Evita, governò con la forza, la persuasione e generose elargizioni sociali. Questo populismo offrì vantaggi ai poveri ma gli attirò l’odio delle tradizionali classi dirigenti. Peròn era un maestro della propaganda e non consentiva opinioni difformi dalla sua. Dopo la morte della moglie, il suo comportamento assunse una tendenza così bizzarra che venne organizzato un colpo di stato per detronizzarlo. A differenza di molti dittatori, però, lui riuscì a riprendere il potere, reinsediandosi per un altro breve intervallo, seppur inglorioso.

38) Mao Tse-tung

Mao Tse-tung ha esercitato più potere su un numero maggiore di persone per un periodo più prolungato di qualsiasi personaggio storico. È stato anche un grande sterminatore, responsabile del più gran numero di omicidi della storia. A lui dobbiamo il perfezionamento di una forma particolare di comunismo, in cui la rivoluzione muoveva dalle masse rurali. Istituì uno stato sovietico in una regione remota della Cina e riuscì ad unificare il grande paese dopo una sanguinosa guerra civile. Fin dall’inizio trucidò milioni di avversari, ma le conseguenze più disastrose si ebbero quando cercò di modernizzare il paese producendo acciaio: decine di milioni di cinesi morirono di fame. Nonostante tutto, morì pacificamente di vecchiaia, ancora adulato ed esaltato.

39) Sukarno

Sukarno è stato il paladino dell’indipendenza indonesiana, la nazione da lui unificata in un periodo di crisi interne ed internazionali. Abile oratore, scrittore ed organizzatore, egli trasformò in dittatura la carica di presidente. Le sue politiche più ambiziose sono fallite, ma a sua credito occorre riconoscere una coesione e prosperità di cui il paese non aveva mai goduto. Il suo regime crollò dopo la violenta soppressione di una rivolta comunista. Benché non fosse un carnefice, Sukarno è stato responsabile in via diretta per il massacro più efferato della storia indonesiana.

40) "Papa Doc" Duvalier

François Duvalier è stato il tiranno più mostruoso di un paese che aveva conosciuto parecchi altri dittatori. Egli rimase aggrappato al potere molto più a lungo di quello che prevedeva la sua elezione, terrorizzando i cittadini mediante una famigerata polizia segreta e sfruttando gli aspetti più sinistri della religione vudù. Il suo governo si reggeva sulla paura e sulla corruzione e si ergeva a baluardo contro il comunismo, assicurandosi quindi l’appoggio degli Stati Uniti. Sotto il suo regime, Haiti diventò il paese più povero dell’emisfero occidentale.

41) Nicolae Ceausescu

Il frequente atteggiamento antirusso di Ceausescu, uno dei dittatori comunisti più sgradevoli, lo rendeva ben visto in Occidente mentre in realtà egli terrorizzava e impoveriva il popolo romeno. Lui aveva fatto carriera nel partito, usando poi la polizia segreta allo scopo di restare al potere per un quarto di secolo, fino al crollo del comunismo e alla rivolta del suo popolo. Dopo un processo sommario, lo fucilarono nonostante le sue reiterate affermazioni di aver portato grandi benefici alla Romania.

42) Joseph-Desirè Mobutu

Mobutu emerse dalla povertà e dall’oscurità per diventare capo del Congo. Approfittando della guerra fredda, restò al potere per più di trent’anni, prosciugando le risorse del grande paese per mantenere se stesso e i suoi tirapiedi. Diede un nuovo significato all’antica pratica della cleptocrazia, ma andò incontro ad un rapido declino quando non fu più utile ai suoi sostenitori esteri. Le sue attività hanno trasformato una nazione ricchissima in un posto povero e depresso.

43) Jean-Bedel Bokassa

Bokassa, imperatore di un piccolo stato africano senza sbocco sul mare, è l’unico tiranno ad essere stato processato per cannibalismo. Fu la Francia a metterlo al potere, mantenendolo in carica anche dopo che la sua megalomania era diventata imbarazzante. I francesi ne finanziarono perfino l’incoronazione, ma lo cacciarono quando si seppe che massacrava gli scolari. Egli riuscì a tornare dall’esilio, affrontò il processo e la prigione, infine venne liberato grazie a un’amnistia.

44) Muammar Gheddafi

Gheddafi nacque nel 1940 (o nel 1942) in una tenda di beduini. Apparteneva ad una tribù insignificante di un paese allora sottoposto al colonialismo italiano. Il regime di Mussolini lo aveva unificato, perseguitando però la sua organizzazione più vitale, la Confraternita islamica senussita, il cui leader, Idris, sarebbe diventato re della Libia indipendente nel 1951. Il paese era depresso ma la scoperta del petrolio cambiò tutto.  La ricchezza favorì le opere pubbliche e la modernizzazione, oltre che la corruzione. A tutt’oggi la Libia è un paese sotto stretta sorveglianza, in cui l’opposizione è vietata. Gheddafi l’ha aperta all’Occidente, ma sempre tenendo il paese sotto controllo.

45) Idi Amin

Spesso il senso dello spettacolo posseduto da Idi Amin indusse gli stranieri a credere erroneamente che fosse un semplice buffone. Le sue vittime  e le loro famiglie la pensavano diversamente; il decennio del suo potere è stato infatti caratterizzato da torture e massacri che potevano colpire chiunque e ovunque. La vistosa brutalità di questo dittatore attirò l’esecrazione mondiale, ed  egli lasciò l’Uganda, perla dell’Africa, devastata dalla bancarotta totale. Forse sono solo inventate le leggende secondo cui era un cannibale che teneva le teste delle sue vittime nel frigorifero, tirandole fuori ogni tanto per parlare con loro, o secondo cui gettava i nemici in pasto ai coccodrilli.

46) Augusto Pinochet

Augusto Pinochet ha salvato il Cile dal comunismo avviandolo lungo il sentiero della prosperità economica; il suo regime ha però eliminato migliaia di persone, in pratica, egli ha sovrapposto alla minaccia di una probabile tirannia marxista la realizzazione di una vera dittatura, soffocando nel sangue la libertà pur di garantire il benessere materiale. Quando si trattò di gettare le basi della democrazia, cedette il potere con grande riluttanza,. In seguito ha dovuto affrontare infiniti problemi legali.

47) Pol Pot

Il sogno di un’utopia comunista spinse Pol Pot all’eliminazione di più di un milione dei suoi connazionali. Mao, Stalin e Hitler fecero  un numero superiore di vittime, ma lui, senza ricorrere ad alcuna guerra, distrusse una percentuale di popolazione maggiore rispetto a qualsiasi altro dittatore della storia. I suoi tre anni di potere devastarono la Cambogia tanto che, quasi trent’anni dopo, essa deve ancora riprendersi, egli condusse un’esistenza clandestina, sicché conosciamo scarsi dettaglia della sua storia e quasi niente della sua vita privata.

48) Ayatollah Khomeini

L’ayatollah Khomeini era un teologo di vaglia, il quale credeva che soltanto un saggio giurista islamico potesse pacificare l’Iran, che era profondamente lacerato. Egli si oppose alle potenze straniere e divenne un aspro detrattore del monarca al potere, lo scià Reza Mohammed Palhevi, rovesciato dai suoi seguaci nel 1979. Una volta tornato dall’esilio, sostituì la dittatura maschera del monarca con un’altra tirannia, questa volta nascosta dietro la facciata di un governo repubblicano. È stato lui a fondare il regime religioso basato sull’islamismo sciita che ancora oggi gli sopravvive.

49) Saddam Hussein

Saddam si distinse nei governi rivoluzionari dell’Iraq grazie alle sue abilità e alle sue conoscenze familiari. In quanto vicepresidente, migliorò l’assistenza sociale e il tasso di alfabetizzazione; divenuto presidente, introdusse un sistema totalitario modellato su quello stalinista, circondandosi di adulatori che non gli avrebbero mai rivelato le verità più sgradevoli. L’ignoranza e l’arroganza lo indussero a impegolarsi in due guerre che non poteva vincere. Con la seconda ha portato alla rovina il suo regime: è stato processato per crimini contro il suo popolo e impiccato nel dicembre 2006.

50) Slobodan Milosevic

Molti tiranni hanno commesso crimini di guerra, ma Slobodan Milosevic è stato il primo a essere processato per questa ragione. Egli era un grigio funzionario dell’apparato di partito che non avrebbe mai attirato l’attenzione internazionale se non avesse sfruttato la disintegrazione della Iugoslavia per favorire il feroce nazionalismo serbo. Le sue campagna per la “pulizia etnica” si scontrarono infine con la reazione militare da parte dei paesi occidentali. Recluso nelle celle di una corte internazionale, è morto in cattività prima di essere giudicato.

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