Il Genocidio Armeno

La parola genocidio ci fa immediatamente pensare all’olocausto degli ebrei avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma non molti conoscono un genocidio avvenuto prima della Shoah, ovvero quello degli armeni.

Questo triste evento, durante il quale persero la vita 1 500 000 di armeni su 2 milioni (due terzi della popolazione) è avvenuto tra il 1915 e il 1923, ad opera degli ottomani.

Eventi precedenti al genocidio:

I Massacri Hamidiani

Abdul Hamid II
Abdul Hamid II

Dopo la sconfitta degli ottomani nella guerra Russo-Turca (1877-78),  molti territori turchi passarono ai russi. Questi ultimi iniziarono ad alimentare sommosse nelle popolazioni cristiane, promettendo la sua protezione. Intanto gli armeni erano sottoposti a pesanti tasse, erano discriminati, non potevano votare ed erano emarginati politicamente. Così fu facile per questo popolo perdere la pazienza e iniziare rivolte e manifestazioni, che culminarono con l’assalto della Banca Ottomana ad Istanbul. Le insurrezioni armene causarono la loro stessa distruzione: il sultano Abdul Hamid II iniziò a massacrare decine di migliaia di armeni presenti in tutto l’impero. Nel 1897, il sultano dichiarò chiusa la questione armena.

I Giovani Turchi

Mehemet Talat Pascià
Mehemet Talat Pascià

Verso la fine del XIX secolo, si sviluppò nell’Impero Ottomano un nuovo movimento politico con lo scopo di modernizzare e “occidentalizzare” lo stesso impero, passando da una monarchia assoluta ad una costituzionale. Questo movimento è l’erede dei “Giovani Turchi", anch’essi con gli stessi obbiettivi.

 

Vedendoli come potenziale minaccia per il suo potere, il sultano Abdul Hamid II iniziò a condannare a morte i membri noti dei Giovani Turchi. In risposta a ciò l’ala armata del movimento marciò su Istanbul nel 1908. Dopo che il sultano perse il potere e l’impero man mano si frantumò, salì al trono Mehmet V, fratello di Abdul Hamid.  Ma il nuovo sultano non aveva alcun potere effettivo poiché le decisioni politiche erano prese dai cosiddetti "Tre Pascià"(Ismail Enver, Mehmed Talat e Ahmed Djemal), tutti appartenenti ai Giovani Turchi Il  movimento ora era al potere e iniziò la sua campagna per far avanzare l’impero. Per far ciò accese lo spirito nazionalistico di tutti gli ottomani ,mettendo l’accento sulla religione musulmana e sulla cultura del loro popolo ma sminuendo le popolazioni con cui condivideva il territorio. È il caso degli armeni presenti nella regione anatolica.

Le Cause

- Differenza di religione: gli ottomani sono musulmani, mentre gli armeni sono cristiani. Ciò ostacolava il processo di assoluta islamizzazione dell’impero.

 

Gli ottomani convinsero i curdi presenti nell’Armenia storica che la presenza degli armeni era svantaggiosa e negativa.

 

Aumento delle tasse per gli armeni, cosa che infiammò sempre di più il desiderio di rivolta.

 

Desiderio degli armeni di indipendenza.

 

-Gli armeni vedevano speranza nella Russia, nemico della Turchia.

Il Genocidio

 

I Giovani Turchi si riunirono segretamente a Salonicco nel 1911; in quest’occasione decisero di sopprimere definitivamente e completamente gli armeni presenti nel territorio ottomano. Ciò fu facilitato dallo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Vennero chiamati alle armi tutti gli armeni possibili e poi uccisi. Arrestarono i sacerdoti, i politici e gli intellettuali per poi ucciderli.

Rimasti nei villaggi solo donne e bambini, si disse loro che risedevano in una zona pericolosa per la guerra e che li avrebbero portati in un posto sicuro. Ma ciò non era vero: ciò che li aspettava erano fucilazioni, crocifissioni, impiccagioni e atrocità di ogni genere. Chi riusciva a scappare moriva di fame o sete. Inoltre molte donne erano mandate negli harem e molti bambini erano islamizzati.

Dopo il genocidio

Dopo la fine della guerra e la caduta del regime dei Giovani Turchi, furono veramente pochi i responsabili del genocidio ad essere puniti: un prefetto fu giustiziato, molti colpevoli riuscirono a fuggire impuniti mentre alcuni vennero uccisi da giustizieri armeni.

 Ancora oggi i rapporti tra Turchia e Armenia sono aspri, tanto che i turchi negano apertamente che il genocidio sia avvenuto. E non solo ha assunto un atteggiamento omertoso, ma si adopera anche per cancellare prove e documenti del massacro e corrompere chi la ostacola. Molte sono le strade e le piazze che portano il nome dei responsabili della tragedia e si è addirittura eretto un mausoleo per uno di loro.

Nonostante la negazione da parte del governo turco, i documenti sono molti e molti stati hanno riconosciuto il genocidio. Questo atteggiamento è uno dei motivi per cui lo Stato turco non viene accolto nell’Unione Europea.

 

 

 

Concludendo, propongo una canzone in armeno del cantante Serj Tankian, in memoria delle vittime del genocidio: “Yes. It’s a genocide".

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