L'Illuminismo

Definizione dell'Enciclopedia Treccani

"Illuminismo Per Illuminismo si intende sia l’età della storia d’Europa compresa tra la conclusione delle guerre di religione del 17° sec. o la rivoluzione inglese del 1688 da un lato e la Rivoluzione francese del 1789 dall’altro, sia la connessa evoluzione delle idee in fatto di religione, scienza, filosofia, politica, economia, storiografia e il rinnovamento delle forme letterarie nel corso del 18° secolo."

Che cos'è

Per Illuminismo s'intende quel vasto movimento culturale, sviluppatosi nel '700, che predica l'assoluta fiducia nella ragione, in grado di illuminare le menti, contro le superstizioni e i pregiudizi delle religioni, della tradizione e di tutti quegli elementi sociali e culturali che limitano la libertà dell'uomo. Questa corrente filosofica trovò terreno fertile nel Rinascimento e nell’Umanesimo.

Nacque in Inghilterra e si diffuse trovando pieno sviluppo in Francia, dove nacquero e divulgarono le proprie teorie i filosofi Voltaire e Rousseau. L'illuminismo vide molto accesa la discussione politica attorno ai temi della struttura statale ideale.

Delacroix - Libertà che guida il popolo
Delacroix - Libertà che guida il popolo

L’opera più  significativa di questo movimento fu l’”Encyclopedie” o “Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri”, scritta da Diderot e D’Alembert in diciassette volumi. Ebbe una diffusione enorme tanto che, per le sue idee in contrasto con il potere politico e religioso, finì nell’indice dei libri proibiti dalla Chiesa (con Papa Clemente XVI). Il suo periodo di pubblicazione fu molto ampio e andò dal 1750 al 1772, circolando anche grazie all’opera dei falsari.

 

L'illuminismo porterà quindi alla Rivoluzione industriale e ispirerà direttamente la Rivoluzione francese, incidendo profondamente sulla realtà del tempo e dando alla società occidentale una direzione filosofica nuova, fondata sul rispetto dei diritti civili universali, che cerca di resistere ancora oggi.

 

Durante il periodo dell'Illuminismo, hanno trovato terreno fertile per il loro sviluppo molte società segrete, come la Massoneria.

Voltaire e Rousseau

Voltaire

Voltaire (François Marie Arouet) fu membro della Massoneria, nemico convinto del fanatismo, della discriminazione, dell’intolleranza e dell’assolutismo. Praticò tutti i generi letterari, fu, infatti, drammaturgo, poeta, storico, saggista e soprattutto pubblicista. Introdusse in Francia il pensiero e le istituzioni politiche inglese, la filosofia di Locke e la scienza di Newton, cose conosciute durante i suoi numerosi viaggi in Europa. Teorizzò un “dispotismo illuminato” dall' opera dei filosofi. Precisò che, benché ammiratore del sistema inglese, temeva che l' indebolimento dell' assolutismo regio avrebbe favorito l' anarchia nobiliare e nutriva forti dubbi sulla capacità del popolo di autogovernarsi, pertanto il suo sovrano illuminato guidato dalla filosofia dei lumi, doveva usare l' ampiezza del suo potere assoluto per riformare le strutture giuridiche, amministrative ed economiche dello stato e per garantire le libertà dei cittadini contro lo strapotere ed i privilegi della nobiltà feudale. Esemplare fu la sua amicizia con Federico II di Prussia che lo volle alla corte di Berlino.

Tra le sue opere, il “Candid” (o l’”Ottimismo”) è considerato il manifesto della polemica illuminista contro la metafisica e il pensiero astratto. Il “Candid” è un romanzo scritto con l’intento di demolire la visione provvidenzialistica del mondo e di promuovere la razionalità. 

Rousseau

Rousseau (1712-1778) insiste invece sul fatto che ogni progresso dell'uomo non è altro che una forma di degenerazione di una primitiva e perfetta natura selvaggia, priva di ogni abiezione e immoralità ma portatrice di una genuina vitalità. Scrisse il “Discorso sulle origini delle disuguaglianze tra gli uomini” e il “Contratto sociale”. Egli sostiene che il progresso non sempre è un bene assoluto, anzi, lo vede come la causa del male e delle disuguaglianze fra gli uomini. Infatti la società civile ha permesso, tramite leggi che sembrano tutelare i potenti, lo sfruttamento e la sottomissione dei poveri. Per Rousseau, la società civile allontana gli uomini dallo stato di natura, ovvero dalla felicità e dalla libertà. Non bisogna opprimere il naturale sviluppo del bambino ma bisogna impostare una pedagogia liberale e “cancellare” la pedagogia dell’obbligo.

La forma sociale migliore è il contratto sociale tra uomini che rinunciano tutti alla propria libertà individuale, vista come tendenza all'egoismo, in nome di una volontà generale giusta e al di sopra degli interessi individuali.  Per la prima volta, Rousseau rifiuta il concetto di “progresso materiale = felicità".

 

Inoltre, sostenne molto le teorie del mito del “buon selvaggio”: la convinzione che l'uomo in origine fosse un "animale" buono e pacifico, solo successivamente corrotto dalla società e dal progresso.

Illuminismo in Italia

L'illuminismo milanese ha origine nell'Accademia dei trasformati(fondata nel 1743) dove si dibatteva delle nuove teorie illuministiche, tentando tuttavia di conciliarle con le tradizioni classiche. In Lombardia, l’Illuminismo si diffuse anche grazie alla collaborazione tra i signori di Milano e i sovrani austriaci, come Maria Teresa e Francesco Giuseppe II. Infatti questa regione passò, dal 1713, dalle mani spagnole a quelle austriache.

Pietro Verri
Pietro Verri

Gli illuministi lombardi apparteneva per lo più al ceto aristocratico ed erano convinti che la cultura doveva porsi come primo obiettivo il bene comune: una cultura al servizio di una società civile. A Milano, a differenza di Napoli, gli illuministi cercavano di trovare la soluzione ai problemi concretamente. La nuova cultura venne assorbita dalla “Società dei Pugni” dei fratelli Verri.

L'Illuminismo portò nuovi stimoli anche all'arte e alla poesia: un'importante poeta dalle idee illuministe fu Giuseppe Parini, altro grande esponente dell'illuminismo lombardo, che satireggiò la nobiltà e i suoi privilegi nel poema “Il Giorno”, mentre nel teatro spinse i commediografi, come Carlo Goldoni, e i tragediografi, come Vittorio Alfieri, verso idee nuove.

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