L'etica del mondo

Fin da quando l’uomo ha avuto coscienza e ragione per vivere in collettività, in una società civile, ha imposto dei modelli nel governo, nei culti, nell’economia, nell’arte e nell’etica.

L’etica è “quel ramo della filosofia che si occupa di qualsiasi forma di comportamento umano, politico, giuridico o morale” (dall’Enciclopedia Treccani).

La parola “etica” deriva dal verbo greco "etho" e significa “sono abituato”. L’etimologia, anche se non dà una definizione, spiega il concetto: l’etica è un modello comportamentale che nel tempo cambia in ogni cultura.

Oggi possiamo rifarci a molti modelli, tra questi, l'Etica Greca, Latina, Illuminista e Moderna sono quelli di cui parleremo.

L'etica greca

Protagora
Protagora

Il primo grande modello etico deriva dal mondo greco. Tuttavia bisogna tenere in considerazione che la Grecia era formata da tante polis autonome e in ognuna di esse c’era una realtà differente dall’altra. In particolare ad Atene si sviluppa la corrente filosofica sofista che teorizza il “relativismo etico”. Afferma Protagora: "L'uomo è misura di tutte le cose: di quelle che sono in quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono". Quindi per i sofisti non esiste una verità assolutamente valida ma una verità soggettiva, di cui ogni individuo è “misura”.

Stoici ed Epicurei

Dalla Grecia il mondo romano riprende non solo l’arte e la cultura ma anche il pensiero filosofico, rielaborandolo con nuove tesi. A Roma si sviluppano due fondamentali correnti: lo Stoicismo e l’Epicureismo.


Gli stoici sostengono che nella vita è necessario raggiungere lo stato di apatia,ovvero lo stato di assenza di dolore e dominio sulle passioni. Per far ciò bisogna esercitare la virtù, attenersi al dovere e accettare serenamente il fato. A questa corrente si contrappongono gli epicurei: essi cercano di raggiungere l’atarassia ovvero l’assenza di turbamento che si raggiunge mediante l’assecondamento dei bisogni primari, quelli che gli stoici definiscono edonistici e viziosi.

Empiristi, Razionalisti e Kant

Immanuel Kant
Immanuel Kant

Nell’epoca illuminista, molte sono le correnti filosofiche che si svilupparono. Tra queste, Empirismo e Razionalismo sono quelle che ebbero maggior successo. La prima fa dell’esperienza l’unico modo per ottenere conoscenza, la seconda ritiene che nell’uomo ci sono delle idee innate e che per ottenere conoscenza bisogna utilizzare la ragione.


Empirismo e Razionalismo sono state riprese dal filosofo tedesco, Immanuel Kant, il quale prese gli elementi forti delle due correnti e ne fece un pensiero proprio.
L’etica kantiana è di straordinaria modernità. Egli dice che è morale un’azione che nasce dalla ragione e non ha fine materiale. Se un’azione è contro la legge ma è morale per la propria ragione, per Kant è lecito compierla.

Oggi

Nel mondo moderno, l’uomo si trova di fronte a due aspetti etici opposti.

Da un lato c’è l’apertura verso le abitudini, le usanze e la morale degli antenati, delle diverse culture e religioni; dall’altro lato c’è uno sfrenato impulso materialistico che porta a dare all’apparenza, all’oggetto e al soddisfacimento dei desideri più vani un’importanza maggiore di quella che merita.


È vero che l’oggetto più aiutare a trovare la felicità e che l’apparenza può dare maggior sicurezza in sé, ma questi elementi da soli danno solo appagamenti provvisori; l’etica invece conferisce soddisfazioni eterne: l’etica va intesa come un modo di vivere, vivere per il bene, vivere con coscienza e vivere cercando di migliorare sé stessi per poi migliorare chi si ha intorno.


Perciò, è necessario rifarsi ai modelli del passato e, come fece Kant, prendere i punti forti di ognuno.

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