Il Cavaliere Medievale

Il termine “Cavaliere” iniziò ad essere usato più tardi rispetto ai termini più comuni come “miles” e “pedes”. Deriva dal latino tardo caballarius ("colui che è addetto ai cavalli"), divenuto, in provenzale, cavalier e poi, in francese, chevalier. 

Già nell’Età Classica esistevano guerrieri a cavallo, i quali però erano usati solo per spostamenti veloci e attacchi a sorpresa perché i soldati scendevano dalla cavalcatura per combattere

Invece agli inizi del Medioevo comincia ad affermarsi una nuova figura nella società, nella politica e tra i ranghi degli eserciti: il Cavaliere.

Gran parte dei Cavaliere appartenevano alla nobiltà feudale visto che, avendo disponibilità economica, potevano permettersi un addestramento, l’armamento e il cavallo.  Essi erano fedeli a un sovrano il quale assegna loro dei feudi da amministrare. Si era creata dunque una piramide gerarchica dei feudatari.

 

Alcune famiglie aristocratiche si radicavano in una determinata zona, fortificavano le loro dimore e le trasformavano in un nucleo di potere locale.  I vassalli erano il secondo gradino nella gerarchia dei feudatari, cavalieri che esercitavano il loro potere su un piccolo terreno, piccolo perché dovevano garantirsi la fiducia e il rispetto, talvolta il timore, dei loro lavoratori. 

Ci sono poi anche alcuni proprietari terrieri che, pur non appartenendo alla nobiltà o all’aristocrazia, possono permettersi un addestramento e un armamento e, nella speranza di fare carriera e di avere una vita migliore, si mettono al servizio del signore locale.

Ben noti sono anche i cavalieri erranti, viaggiatori in cerca di avventure che vogliono dimostrare il loro valore. Loro seguono i principi di onore e gloria.  Nella letteratura i più noti sono Don Quijote de la Mancha e i Cavalieri della Tavola Rotonda come Galahad, Gawain e Lancilloto.

 


I Cavalieri partecipavano anche ai tornei di giostra. Lo scopo del gioco non è quello di uccidere l’avversario ,come nelle arene dei gladiatori, ma di farlo cadere da cavallo. I partecipanti sono armati con una lunga lancia senza punta. I combattimenti si svolgevano in vasti terreni. L’annuncio di un torneo arrivava molto lontano e molti Cavalieri viaggiavano per settimane per parteciparvi. Ognuno aveva il proprio stemma personale con bandiere e scudi adornati con esso. C’erano degli appositi palchi per il sovrano, i nobili e i giudici mentre gli altri spettatori osservavano da dietro uno steccato.

Ci sono vari tipi di combattimenti ognuno con regole diverse, gare, combattimenti a piedi, tiro con l’arco ecc..

 

I Cavalieri hanno raggiunto il loro picco di fama con la nascita dell'Ordine dei Templari. Questi erano uomini che avevano abbandonato la vita di piaceri, la famiglia e tutto ciò che possedevano per servire il Signore. Erano uomini devoti che facevano voto di castità, disciplina e giustizia.

Dopo i templari iniziarono a proliferare gli Ordini Cavallereschi come, gli Ospitalieri, i Cavalieri di Malta, di San Lazzaro, di Santiago de Compostela, del Santo Sepolcro, i Teutonici …

 

Normalmente  i Cavalieri abitavano nei castelli, proprio, della famiglia o del loro padrone. Gli erranti, essendo vagabondi passavano la notte in tenda o in una locanda. I cavalieri monastici invece risiedevano nelle abbazie e nei monasteri.

L’educazione di un Cavaliere era lunga e faticosa. Di solito erano secondogeniti maschi i bambini che, non volendo seguire una carriera ecclesiastica,  venivano mandati come apprendisti da altri signori per imparare l’arte della guerra. A quattordici anni diventava scudiero di un altro Cavaliere. Intorno ai ventuno anni poteva essere nominato Cavaliere dal sacerdote che pronunciava la formula : ” i nome di Dio, di San Michele, di san Giorgio ti faccio Cavaliere” e spesso gli tirava uno schiaffo per sottolineare che dal quel giorno quella sarebbe stata l’ultima offesa che avrebbe subito.

 

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