Il Rastafarianesimo

"Ero, sono e sempre sarò un rasta, è dentro di me, è come una missione,la mia missione per la salvezza del mondo..."  

(Bob Marley)

Il Rastafarianesimo è una religione nata in Giamaica negli anni trenta del novecento. Si deve la sua nascita ad uno scrittore e sindacalista giamaicano: Marcus Garvey.

Marcus Garvey

Garvey si fece notare negli Stati Uniti per la sua lotta per i diritti della popolazione di colore, che lavorava in condizioni disumane e vittima del razzismo. Predicò il “panafricanismo”, ovvero l’idea che ogni persona di colore sia cittadino africano per diritto.

 

Infine, elemento nodale per la nascita del rastafarianesimo è la sua predicazione di una profezia presente nella Bibbia etiope (amarica) che attendeva l’incoronazione di un re nero che avrebbe lottato contro male e il colonialismo e avrebbe preparato il popolo africano nel mondo al suo ritorno in  patria.

 

Il predicatore giamaicano, Leonard Howell, insieme ad altre persone, identificò il messia nel nuovo “negus neghesti” (re dei re) d’Etiopia: chiamato Ras Tafari Maconnén, prima dell’incoronazione, e Hailé Selassié da re.

Ras Tafari

Secondo la tradizione, è appartenente alla tribù di Giuda e discendente di David, quindi della dinastia Salomonide. Durante la reggenza, promosse la modernizzazione, riuscendo a far entrare l’Etiopia nella Società delle Nazioni, concesse delle terre per il rimpatrio dei giamaicani Rastafari e, consapevole di come era considerato, rimase comunque fedele alla Chiesa ortodossa etiopica.

Ras Tafari
Ras Tafari

Il 2 novembre 1930, alla morte del suo predecessore Zauditù I, diventa imperatore e assume il nome di Hailé Selassié, cioè "Potenza della Trinità".

 

Presto l’Etiopia entrò in conflitto con l’Italia fascista, che voleva renderla una sua colonia. La scintilla che fece scatenare la guerra, fu l’Incidente di Ual Ual, un complesso di 359 pozzi situato all'interno dei deserti dell'Ogaden, utilizzato dai nomadi e dai coloni.

Mengistu Haile Mariam
Mengistu Haile Mariam

Dopo battaglie e diplomazia, l’impero d’Etiopia fu invaso dall’Italia e Hailè Selassié scelse l’esilio volontario. Ritorna in patria dopo la caduta delle colonie italiane. Tuttavia, durante questo periodo, diventa sospettoso verso i suoi collaboratori. Infatti, il suo governo cadde dopo un colpo di Stato: il comandante Menghistu Hailè Mariàm trasformò l’impero in uno Stato socialista.

 

Ras Tafari scomparve in circostanze misteriose.

Caratteri della religione

La dottrina rastafariana può essere riassunta in dieci punti fondamentali:

 

1) Jah – i rasta considerano Hailè Selassié come la seconda reincarnazione del messia, colui che doveva portare pace e speranza. Lo chiamano Jah Rastafari ed è lo stesso dio dei cristiani, degli ebrei e dei musulmani.

 

2) Stirpe - si considerano come la tredicesima tribù di Israele, figli di Re David. Ritengono che tutti i neri siano provenienti dall’Etiopia. Oggi hanno preso le distanze dallo Stato di Israele, ritenuto succube del mondo occidentale.

 

3) Kebra Nagast – seguono i comandamenti della Bibbia ma considerano anche come libro sacro il Kebra Nagast (“la Gloria dei Re”). Si tratta di un testo che racconta del trasferimento dell’Arca dell’Alleanza da Gerusalemme all’Etiopia, o meglio, al Regno di Saba. I rasta interpretano questo racconto come il passaggio della discendenza divina da Israele all’Africa.

 

4) Fraternità - predicano la non violenza e l’uguaglianza. È vero che sono molto sensibili verso il razzismo nei confronti dei neri, ma ciò non vuol dire che disprezzino i bianchi.

 

5) Babylon – i rasta combattono per sconfiggere la perversione e il male di Babilonia, metafora per il mondo occidentale, che impone la sua cultura materialista a tutto il mondo.

 

6) Zion –  si sono paragonati agli ebrei di Babilonia che volevano tornare a Zion (o Sion), la loro terra promessa. Quindi essi predicano il ritorno alla loro Zion, in Etiopia, la Nuova Gerusalemme.

 

7) Il corpo – la loro religione vieta l’amputazione di qualsiasi parte del corpo, anche dei capelli. Per questo motivo essi sono famosi per le loro acconciature dette “dredlocks".

 

8) Dieta e medicina – per loro è sconsigliato mangiare la carne animale, mentre è vietata totalmente quella di maiale e di mollusco. Mangiano solo “prodotti della terra”. Analogamente, non usano medicine se non quelle naturali.

 

9) Musica – grande importanza nel Rastafarianesimo ha la musica, soprattutto quella reggae. Questo genere è nato in Giamaica ed è subito diventato il mezzo con cui i rasta esprimono le loro opinioni sul mondo e manifestano consenso o meno per tutto.

 

10) Marijuana e droghe – ritengono che fumare marijuana (“ganja”) li aiuti nella meditazione e ad arrivare a Jah. Tuttavia sono molto intransigenti verso le altre forme di fumo e di qualsiasi droga.

 

 

 

Il leone di Giuda

Il simbolo principale del Rastafarianesimo è il leone di Giuda.  Rappresenta la stirpe di Etiopia e si rifà direttamente alla sua bandiera. I colori raffigurati sono il rosso, il giallo, il verde e il nero. Il rosso rappresenta il sangue versato, il giallo l’oro e la ricchezza dell’Etiopia, il verde la natura e il nero il colore della pelle.

...per concludere...

Per concludere, propongo una canzone di Bob Marley, dedicata a Jah e divenuta un “inno” nel Rastafarianesimo: Jah Live.

Vedi anche: Bob Marley

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