Il Tempio del Popolo

Ciò che rese la setta del Tempio del Popolo famosa è la causa della sua stessa fine: il suicidio/omicidio di massa dei suoi seguaci e del suo fondatore, Jim Jones. Ma vediamo meglio la sua storia e le sue caratteristiche.

 

 

La nascita

James Warren Jones, chiamato da tutti Jim Jones, nacque nel villaggio di Lynn, in Ohio nel 1931. Il padre, membro del Ku Klux Klan,era tornato dalla guerra con un grave problema polmonare, tanto che gli fu riconosciuta l’invalidità. Jones, dato che in casa c’era sempre poco da mangiare, iniziò a frequentare la chiesa, dove trovava sempre qualcuno che lo aiutava. Tuttavia egli era ateo e frequentava le chiese solo perché gli era conveniente e perché trovava affascinante come i predicatori convincevano gli spettatori. Prestò lasciò il suo villaggio per andare a Richmond e lavorare in un ospedale. Qui conobbe la sua futura moglie, Marceline. Trasferitosi ad Indianapolis, fondò la sua chiesa: People’s Temple Church.

Da qui, iniziò a girare per gli Stati Uniti alla ricerca di adepti. Insieme alla moglie e ai figli adottati, si spostò nuovamente per andare prima nella Redwood Valley (Ukiah) e poi a San Francisco, dove si istallò in una vecchia sinagoga. Qui, per incrementare il suo potere, appoggiò l’elezione a sindaco di George Moscone (Partito Democratico), il quale lo nominò commissario degli alloggi. Questa città fu terreno fertile per l’opera di Jones che attirò a se gli emarginati sociali, tra cui afroamericani, e ottenne il sostegno di diversi politici, come l’ex sindaco Brown che lo riteneva un misto tra Martin Luther King, Mao Tse Tung e Einstein.

Trasferimento in Guyana

Jones iniziò a manifestare segni di squilibrio: riteneva di essere capace di fare miracoli, fu accusato di molestie sessuali e credeva di essere la reincarnazione sia di Cristo che di Lenin. Era convinto che il governo stesse complottando contro lui e la sua comunità, che stesse organizzando una nuova guerra in Vietnam e che spiasse gruppi rivoluzionari come le Pantere Nere.

Così il predicatore decise di accordarsi con il Governo di Guyana (Sud America) per  ottenere dei terreni nei quali trasferire la comunità. I terreni gli furono concessi, ma il Tempio del Popolo avrebbe dovuto coltivare e lavorare proficuamente il tutto. Jones, riuscì inoltre a far trasferire più di mille persone in Guyana e portarle nella nuova “terra promessa” in mezzo alla giungla e isolata dal mondo esterno: Jonestown.

Anche se la terra di Jonestown era coltivata e lavorata, la comunità non era autosufficiente e le malattie tropicali (alle quali nessuno di loro era abituato) si diffusero velocemente.

 

La fine del culto

Alcuni parenti dei seguaci del Tempio iniziarono a sospettare che essi fossero trattenuti a Jonestown contro la loro volontà. Così, nel 1978,  una delegazione formata da alcuni familiari degli adepti del Tempio, giornalisti e il deputato Leo Ryan si recò in Guyana per svolgere delle indagini. Ma, al momento della partenza nella pista di Port Kaituma, le guardie di Jones spararono e uccisero cinque persone della delegazione, tra cui Leo Ryan.

Dopo essere venuto a sapere dell’accaduto, Jones convocò tutti i seguaci in un’assemblea generale in cui chiese a tutti di ingerire una bevanda a base di cianuro e compiere un suicidio di massa per (come lui disse) “la gloria del socialismo”. Le madri avvelenarono i loro bambini, chi non eseguiva l’ordine era ucciso a colpi di pistola e infine lo stesso Jones e sua moglie si tolsero la vita sparandosi. In totale persero la vita 918 persone, tra cui 219 bambini.  Tuttavia si pensa che possano esserci dai 20 ai 120 morti in più non ritrovati. Gli unici sopravvissuti furono 167 e tra questi c’era il figlio di Jones.

Conclusioni

La religione fondata da Jones si rifaceva al protestantesimo cristiano ma aveva caratteri politici di tipo socialista. Egli stesso la riteneva come un “socialismo apostolico”. Ma i seguaci del culto non erano realmente fedeli a ciò che Jones predicava, anzi, erano controllati dalla sua persuasione. Gli psicologi hanno studiato a lungo le tecniche usate da Jones, scoprendo analogie con le tecniche di controllo mentale presenti nel romanzo “1984” di George Orwell, ambientato in mondo futuro immaginario diviso in poche mega-nazioni. Dalle testimonianze dei sopravvissuti sappiamo che la vita a Jonestown era come in un’utopica prigione, dove si era in paradiso ma non liberi. Il paradiso terrestre era in realtà un campo di concentramento.

Molti sostengono che dietro la figura di Jones ci sia un complotto ordito da qualcuno con molto più potere. Ancora oggi, gli eventi del Tempio del Popolo sono coperti dal segreto di Stato.

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