Agarthi

Anticamente c’erano diverse descrizioni della forma e delle caratteristiche del pianeta Terra: i Greci credevano che la Terra fosse piatta, gli antichi Indiani credevano che  fosse divisa  quattro continenti, si pensava che fosse al centro dell’Universo… 

 

Un’altra teoria molto interessante ipotizza che il nostro pianeta sia cavo all’interno, diversamente dalle affermazioni della scienza che dice nel nucleo della Terra c’è il magma. Secondo questa teoria, però, il centro non sarebbe vuoto bensì vi è presente una terra nascosta e una civiltà sconosciuta.  Questo è il regno di Agarthi (in sanscrito, “l’inaccessibile”). 

I testi buddhisti

Negli antichi scritti buddhisti si parla di una civiltà nascosta proprio al centro dell’Asia, Shambhala.  È un regno separato da una cintura di alte montagne e suddiviso in otto parti, ed in queste sono compresi settantasei regni. Kalapa è la capitale di Shambhala in cui ha sede il palazzo del Re del Mondo. I suoi abitanti sono esseri capaci di fare cose che per gli uomini sarebbero impossibili. Shamballah è solo il centro di questo grande regno, che dovrebbe estendersi, attraverso un'immensa rete di gallerie, sotto tutta la superficie del globo, collegando tra loro i diversi continenti. Agharti è questo, un'estesissima rete di gallerie sotterranee.

Agharti non sarebbe stato sempre un regno sotterraneo: ci fu un’Età dell’Oro durante la quale esso viveva alla luce del sole ed era abitato dagli uomini. All’epoca si sarebbe chiamato "Paradesha" (che potrebbe costituire la radice linguistica del termine "Paradiso" e che, in sanscrito, significa "Paese supremo"). Poi il Male si impadronì del mondo e gli abitanti di Paradesha, per non esserne contaminati, si rifugiarono sottoterra e chiamarono il loro regno: Agharti, l’Inaccessibile.

Secondo l’avventuriero polacco Ossendowski, che disse di aver raccolto queste informazioni dai Lama del Tibet, Paradesha, poi divenuta Agharti, fu fondata nel 380.000 a. C. e scomparve dalla superficie del mondo seimila anni fa.

 

La fama di Agarthi nei Paesi Occidentali  nasce con Ossendowski (uno scrittore, giornalista, esploratore ed attivista politico polacco) ed il suo libro “Bestie, uomini e Dei”, Alexandre Saint-Yves d'Alveydre ( un medico francese definito come il maestro degli occultisti francesi) ed il libro “Missione dell'India” e René Guénon (scrittore ed esoterista farncese) con “Il Re del mondo.

Gli Zingari

Nessuno è mai potuto andare ad Agharti, tornarne e vantarsene, ma esiste un popolo, fra noi, che un tempo è nato e vissuto ad Agharti: gli Zingari. Un tempo essi nacquero e vissero nel Regno Sotterraneo, ne erano cittadini a pieno diritto. Ma, un giorno, commisero qualche cosa che ad Agharti fu considerato un crimine imperdonabile. Non sappiamo cosa fosse, dato che ad Agharti non esistono Leggi, né Polizia e che è la Coscienza del male fatto l’unica punizione di chi sbaglia. Doveva trattarsi di un crimine davvero enorme. Sta di fatto che questi cittadini rinnegati furono cacciati da Agharti, divenendo Zingari, un popolo che vagabonda, incessantemente. C’è chi dice che, senza più ricordare, essi cerchino gli ingressi di Agharti e che, secondo la maledizione di cui sono vittime, solo quando avranno trovato l’ingresso e ricorderanno, potranno tornare a casa, perdonati. Una prova dell’origine aghartiana degli Zingari sarebbe la loro familiarità con l’occulto, la loro capacità di predire il futuro e di leggere la mano.

 

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